Riqualificazione Centro Storico di Longiano

Il progetto prevede una serie di interventi nel centro storico della città di Longiano con l’obiettivo di restaurare parte delle emergenze architettoniche e di riqualificare spazi della città che, a causa del degrado, hanno perso la propria identità. Gli interventi di restauro sono relativi al muro di contenimento di via Porta del Ponte, al paramento murario del bastione, alla porzione delle mura della piazza Malatestiana su via Porta del Ponte e alla pulitura e ristilatura del paramento murario delle porte della cinta muraria.   

L’intervento conservativo di restauro sarà rivolto al recupero della leggibilità e alla salvaguardia dei manufatti, rispettandone l’istanza storica ed estetica. Si procederà in maniera controllata e graduale alla rimozione di tutti i prodotti di alterazione e di degrado, cercando allo stesso tempo di eliminare, o per lo meno ridurre, i fattori che possono contribuire a minarne la stabilità e la conservazione. Per questo motivo l’intervento conservativo sarà orientato verso un’ azione di risanamento volta a stabilizzare il materiale fittile, con lo scopo di limitarne l’ulteriore ammaloramento e garantendone la piena fruizione.      

Gli interventi conservativi saranno riferiti alla natura e all’entità delle cause del degrado, saranno limitati nel numero e nella consistenza solo alle situazioni di reale bisogno, graduati secondo i criteri della tollerabilità meccanica e della compatibilità fisico-chimica con la materia originale. Lo stato di conservazione e tutte le fasi del restauro verranno scrupolosamente documentate mediante una puntuale campagna fotografica digitale. Gli interventi di riqualificazione riguardano il giardino Giannini e l’area destinata ad oggi usata come parcheggio che si trova all’inizio di via Porta del Ponte, appena superato il museo di arte sacra. Il progetto prevede la rifunzionalizzazione degli spazi ripristinandone l’uso a piazza e giardino tramite percorsi accessibili, messa in sicurezza in presenza di dislivelli, integrazione di nuove pavimentazioni per favorire l’accesso e la sosta dei pedoni e realizzando nuove strutture, al fine di migliorare la fruibilità dei luoghi.   

Sono stati impiegati materiali di provenienza locale cercando una integrazione di forma, cromatismo o tipologia con i materiali che caratterizzano il centro storico della città, in un’ ottica di reinterpretazione contemporanea dei linguaggi piuttosto che semplice riproposizione di soluzioni consolidate che possono risultare diacroniche rispetto ai linguaggi contemporanei. 

Tale approccio, consente una lettura filologica della stratificazione degli interventi che nel tempo vengono effettuati nella città. Il progetto prevede scelte progettuali che non devono essere interpretate come una ‘rottura’ nei confronti del contesto cittadino medioevale poiché sono sempre state effettuate attraverso precise analogie che saranno illustrate nei capitoli successivi. Il progetto non prevede quindi la diretta riproposizione delle soluzioni esistenti: siano esse strade, piazze, giardini, marciapiedi; ma a partire dalla loro lettura ne reinterpreta il linguaggio. Pertanto, la forma della pavimentazione in porfido viene riproposta in pavimentazioni in pietra alberese, una pietra locale, mentre al rosso del mattone che caratterizza il centro storico della città viene associato il rosso ruggine dell’acciaio corten con la sua caratteristica patina ossidata ed infine il terreno agricolo che caratterizza per chilometri il territorio agricolo circostante, viene riproposto tramite l’ impiego di terra battuta e stabilizzata.

Sono tutti materiali naturali che vengono impiegati senza additivi di sintesi chimica e che non necessitano di manutenzione ordinaria.
Ogni scelta progettuale prende in ampia considerazione le emergenze architettoniche esistenti che restano le vere protagoniste del progetto di riqualificazione: siano esse i reperti di murature affioranti del giardino Giannini, le mura della città e le alberature esistenti. In questo contesto il progetto del giardino Giannini prevede l’impiego di balaustre e paramenti in lamelle di corten che, poste a ridosso delle murature affioranti esistenti, ne ripropongono il loro elevato, sebbene attraverso una reinterpretazione astratta ed evanescente di un pezzo di città scomparso durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, mentre il progetto di integrazione della pubblica illuminazione prevede corpi illuminati ad incasso che rendono protagonisti le alberature, i reperti archeologici e le mura della città.

Il progetto di riqualificazione di Longiano si pone l’obiettivo generale di operare scelte compositive che, oltre a perseguire il principio di una estetica utile del buon progetto, vedono nella sostenibilità ambientale un paradigma imprescindibile della metodologia di progettazione dello studio Piraccini + Potente.

L’architettura sostenibile non contempla solo il bello, ma vede nel riuso, nella riduzione ragionata del consumo di suolo, nell’efficienza energetica, nel utilizzo di risorse locali e rinnovabili, nella partecipazione alle trasformazioni urbane e nella proposta di nuovi concetti dell’ abitare e del vivere la città, i principali temi di discussione ai quali un architetto preparato non può sottrarsi.
La progettazione sostenibile di uno spazio pubblico tiene a riferimento due principali aspetti: l’impiego di materiali a basso carico energetico ed il comfort ambientale degli spazi progettati. I materiali impiegati per le pavimentazioni sono di provenienza locale, così da limitare l’energia utilizzata per il loro trasporto.

– I materiali utilizzati
La pietra proviene da cave situate nei comuni limitrofi, mentre la terra stabilizzata viene realizzata prelevando direttamente terra locale. Gli stessi materiali hanno caratteristiche tali da limitare le manutenzioni: la pietra garantisce elevati livelli di durabilità, lo stesso per la terra stabilizzata, pertanto non saranno necessari interventi di manutenzione ordinaria per ripristinare le superfici o gli strati protettivi, allo stesso modo per correggere eventuali formazioni di ammaloramenti.
Lo stesso principio è stato utilizzato nella scelta dell’acciaio corten. A differenza delle altre tipologie di acciaio, il corten non necessita di alcun tipo di trattamento protettivo poiché sviluppa una patina superficiale di ossido di ferro che resta coesa alla superficie del materiale interrompendone la corrosione e proteggendolo dagli agenti atmosferici. Inoltre, la colorazione dell’acciaio corten stabilisce una forte relazione cromatica con l’intorno: da una parte riprende il colore del laterizio, materiale caratterizzante degli edifici del centro storico; dall’altra si relazione con il terreno agricolo che si estende per chilometri a partire dal perimetro dell’ abitato, che quando non coperto dalle culture si presenta di un colore rosso-marrone, dovuto alla  presenza di ossido di ferro.

La pavimentazione lignea del terrazzamento presente nel progetto di riqualificazione del Giardino Giannini è realizzata in legno di teak (in subordine iper tabaco). Sebbene di provenienza prevalentemente asiatica, si utilizzerà legno di teak o di ipe tabaco proveniente da foreste gestite a scopo produttivo che recano il marchio FSC (Forest Stewardship Council). Questa certificazione garantisce una gestione delle foreste sostenibile capace di coltivare il sottobosco eliminando specie dannose allo sviluppo degli alberi e ripiantando più piante di quelle che vengono abbattute. Il marchio FSC garantisce, inoltre, che il legno non provenga dall’abbattimento illegale delle foreste, dinamica piuttosto diffusa nei paesi esotici e causa di gravi danni ambientali. Il legno di teak o di ipe tabaco può essere applicato in esterno senza l’impiego di prodotti preservanti, ha la capacità di sviluppare una patina superficiale tramite l’ossidazione dei tannini presenti al suo interno che lo protegge dall’azione degli agenti atmosferici. La patina fa assumere alla pavimentazione in legno un colore grigio argento, garantendo una perfetta relazione cromatica con il colore della pietra alberese.
Inoltre anche i materiali utilizzati per il restauro delle mura e della porte della città seguono la medesima filosofia. In questo caso l’impiego di materiali locali è soprattutto necessario per garantire la filologia di un progetto di restauro scientifico. Pertanto verranno utilizzati mattoni di recupero locali per le operazioni di cuci scuci e calci idrauliche naturali come leganti.

 

I progetti dei vari interventi sono stati effettuati con l’intento della massima salvaguardia delle alberature esistenti: cercando di eliminare solo le specie lignee incongrue o infestanti, soprattutto arbusti e le alberature, una in particolare, che per instabilità potessero creare pericolo alle persone.
L’arredo urbano è stato progettato ad hoc con l’obiettivo di utilizzare elementi di forte resistenza capaci di limitare danni da vandalismo o manutenzioni ordinarie. Pertanto le sedute proposte hanno l’aspetto robusto e monolitico e la resistenza della pietra con la quale sono state realizzate. Un arredo urbano così progettato aumenta il suo ciclo di vita utile e ne limita gli interventi di manutenzione.

– Aspetti legati al comfort degli spazi aperti
Il progetto prevede la realizzazione di piazze e giardini con l’intento di riqualificare alcune aree della città oggi in stato di abbandono, oltre agli aspetti di natura compositiva e funzionale è importante controllare anche quello del comfort degli spazi aperti. Pertanto, con l’impiego di appositi software, si è verificata l’incidenza della radiazione solare sulla superficie dei luoghi di intervento, in particolare modo per il giardino Giannini e la piazza-giardino di via Porta del Ponte. In questo modo si è potuto valutare l’area di ombreggiamento delle alberature preesistente, un fattore essenziale per preservare il comfort durante i mesi estivi dove di norma gli spazi pubblici vengo fruiti per la maggiore.

La presenza di alberature ad alto fusto e a chioma crea una sufficiente superficie ombreggiata, pertanto sono stati eliminati alcuni pergolati previsti nelle prime versioni del progetto. Sia le piazze che i giardini sono datati di sedute in pietra capaci di ospitare una congrua affluenza e le loro dimensioni sono tali da poterle impiegare per usi diversi.
Al centro dei giardini Giannini, in corrispondenza del tappeto di pietra, il progetto prevede la realizzazione di una fontana a tracimazione. La presenza dell’acqua, soprattutto durante la stagione estiva, crea benessere termo-igrometrico raffrescando l’aria e regolando l’umidità relativa nel suo immediato intorno.
Il progetto di illuminazione della piazza-giardino e del giardino Giannini prevede l’ istallazione di corpi illuminati ad incasso con luce led. Questa tecnologia, che garantisce bassissimi consumi, consente una illuminazione prolungata durante le ore notturne. La disposizione dei corpi illuminati è tale da utilizzare come deflettori le emergenze del contesto, che siano esse le mura della città, gli alberi o le murature affioranti del giardino Giannini. L’illuminazione garantisce uno scenario suggestivo capace di aumentare il comfort degli spazi progettati anche durante le ore notturne.

serie di interventi atti a riqualificare spazi del centro storico di longiano

Year
2016

Locality
Italy – longiano (fc)

Design team
Piraccini + Potente architettura

CHIEF ARCHITECTS

Stefano Piraccini
Margherita Potente

Project team

grejsa vokopola
Gianluca Bertoli
Linda Gabrielli
Vincenzo Vodola

Client

comune di longiano

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