Kabine 35

Kabine 35: residenza a energia quasi zero tra memoria balneare e tessuto urbano
Un progetto dello studio Piraccini+Potente Architettura reinterpreta il paesaggio costiero in un’abitazione unifamiliare. L’edificio si articola in due volumi: un volume elementare che fa da base a un secondo corpo in legno, che richiama la leggerezza delle cabine balneari di Cattolica. Il risultato è un’opera essenziale che fonde il design contemporaneo con la tradizione locale, celebrando un legame con la storia e il paesaggio del luogo, rievocando le forme di una memoria condivisa.
Il contesto urbano e il riferimento alla tradizione balneare
Nel cuore di Cattolica, tra la densità compatta della città e la prossimità del mare, un piccolo edificio residenziale si inserisce in un contesto che da sempre vive della dialettica fra terra e acqua, fra ordine urbano e dimensione effimera dell’arenile. Non è casuale che il progetto evochi, come riferimento formale e culturale, le architetture leggere dei bilancioni e le cabine degli stabilimenti balneari: segni minimi, eppure capaci di rappresentare un’intera civiltà costiera. Un rimando che trova eco nelle memorie figurative di Aldo Rossi, che in Un’altra estate (1979) fissava, con la precisione di un acquerello, l’essenza fragile e necessaria di queste presenze.

Composizione architettonica: due volumi in dialogo
L’edificio si configura come la sovrapposizione di due volumi: un basamento di geometria elementare e un corpo prismatico che lo domina, assumendo il ruolo di fulcro compositivo. Il rivestimento ligneo del volume superiore, caratterizzato da doghe verticali di legno naturale, non si limita a un richiamo materico: introduce un tema di continuità con l’architettura dell’arenile, stabilendo un legame con il paesaggio e con una tradizione di costruzioni provvisorie e al tempo stesso identitarie.

Relazione tra spazio interno ed esterno
Se verso la strada l’impianto si chiude, preservando un carattere introspettivo, sul lato opposto si apre invece a un giardino e a un patio che divengono spazi di mediazione. Qui il verde è protagonista: gli alberi e i tappeti erbosi non sono soltanto cornice, ma parte integrante dell’esperienza architettonica. Le pietre disposte nel prato guidano il percorso, trasformando lo spazio esterno in una sequenza calibrata di episodi che conducono all’ingresso.

Il giardino segreto
L’accesso dal patio introduce a un “giardino segreto”, dove il rapporto tra natura e architettura si fa intimo. La corte interna, con il suo albero solitario che emerge dal tappeto di ghiaia scura, diventa luogo di sospensione e contemplazione. Il contrasto tra la superficie bianca delle pareti, la texture naturale del soffitto ligneo e la matericità della ghiaia sparsa, esalta la purezza compositiva degli elementi, restituendo un’atmosfera di calma e raccoglimento.





Tecnologia costruttiva e sostenibilità ambientale
La scelta costruttiva conferma la coerenza del progetto. La struttura in legno certificato FSC e l’impiego di isolanti naturali traducono in termini tecnologici un’attenzione all’ambiente che non è solo dichiarata, ma praticata. Le prestazioni raggiungono lo standard “A4 – edificio a energia quasi zero”, mentre l’impianto di ventilazione meccanica controllata assicura un comfort abitativo che non rinuncia al rigore della sostenibilità.





Gli interni: essenzialità e calore materico
All’interno, lo stesso dialogo tra essenzialità e calore materico si riflette negli ambienti domestici. Le travi a vista dipinte, la grande finestra che incornicia il giardino e le finiture in legno naturale degli arredi definiscono un ambiente che è allo stesso tempo sobrio e accogliente. La luce naturale, filtrata dalle schermature esterne, modula le tonalità dei materiali e conferisce agli spazi una qualità mutevole nell’arco della giornata.




Architettura e memoria condivisa
In questa piccola architettura si legge dunque un tentativo: quello di restituire significato a un frammento urbano, senza cedere né alla nostalgia né alla pura astrazione linguistica. Il progetto riconosce nell’arenile e nelle sue figure leggere un repertorio da cui ripartire, traducendolo in una costruzione essenziale, sobria, capace di parlare al presente senza dimenticare le forme di una memoria condivisa.









RESIDENZA UNIFAMILIARE CON STRUTTURA A SETTI PORTANTI IN LEGNO (CLT)
REALIZZATO
Year
2025
Locality
Italy – Cattolica
Design team
Piraccini + Potente architettura
CHIEF ARCHITECTS
Stefano Piraccini
Margherita Potente
Project TEAM
Marco Marchetti
Gianluca Bertoli
Teresa Cancellari
Beatrice Enti
Amedeo Palagano
PHOTOGRAPH
FRANCESCO MONTAGUTI
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