Concorso 3 Piazze

Individuazione delle problematiche e analisi del contesto.

L’ambito del concorso si configura come un sistema di spazi pubblici costituiti da piazze, corti e percorsi che gravitano attorno ad edifici di grande importanza storico-testimoniale siti in uno spazio che connette il centro storico della città a tutti i sui luoghi nevralgici. La presenza di edifici monumentali quali la Grande Biblioteca Malatestiana, iscritta nel prestigioso registro internazionale “Memoria del Mondo”, unico esemplare di biblioteca umanistica rinascimentale perfettamente conservato, integrata alle preesistenze del Convento di S.Francesco con il suo chiostro perfettamente conservato costituiscono, insieme al Palazzo del Capitano, alle Chiesa di S.Maria del Suffragio e S.Maria Nascente ed al moderno palazzo Almerici, un luogo urbano permeato di carattere ed identità dall’elevato valore storico e monumentale. Tuttavia, questa potenziale è limitato dalla presenza di un sistema di spazi pubblici frammentato, sia dal punto di vista percettivo che funzionale, anche considerando l’uso di diversi linguaggi compositivi, la presenza di manufatti precari ed ampi spazi destinati a parcheggio che collidono con la qualità dell’intono costruito. Si riscontra una contaminazione nei materiali utilizzati, negli arredi, nella presenza del verde e nelle funzioni. Il sistema delle piazze: Fabbri, Almerici e Bufalini, insieme ai percorsi connettivi si presenta come uno spazio non omogeneo che male si relaziona con le emergenze monumentali che lo circondano e lo caratterizzano.

Obbiettivi di progetto

Il progetto si pone come obbiettivo principale la valorizzazione di sistema di piazze Almerici, Bufalini e Fabbri, attraverso la riorganizzazione di uno spazio pubblico continuo ed unitario che per caratteristiche compositive, materiali utilizzati e riferimenti diretti ed indiretti alla cultura malatestiana, restituisce alle eccellenze che lo circondano, prima di tutte la grande Biblioteca, una cornice di elevato valore estetico capace di valorizzare l’architettura del luogo. Il nuovo spazio pubblico che unisce l’attuale Piazza Almerici ad una porzione di Piazza Bufalini, è capace di rapportarsi con il centro storico di Cesena connettendosi con i principali percorsi di arrivo alle piazze. Il progetto si relaziona soprattutto con il fronte principale della Biblioteca Malatestiana che diviene la principale protagonista della scena architettonica. Il nuovo disegno degli spazi pubblici prevede, infatti, la progettazione di uno spazio continuo circoscritto tra lo storico Palazzo del Capitano, il moderno Palazzo Almerici, Corso Mazzini e la Grande Malatestiana. Mentre la morfologia della nuova piazza sottolinea la prospettiva verso la biblioteca evidenziandone l’accesso principale, particolare attenzione è stata posta anche al Palazzo del Capitano che invade il grande spazio aperto centrale favorendo la percezione della torre campanara e l’accesso alla sala superiore. Il progetto prevede quindi la creazione di una nuova pizza monumentale, uno spazio unitario che oltre a favorire la percezione delle eccellenze che lo circondano, si configura come un nuovo polo di aggregazione sociale capace di favorire lo sviluppo di esercizi commerciali ed accogliere le numerose manifestazioni culturali e fieristiche che avvengono durante l’anno, anche ospitando strutture mobili, non solo coerentemente a quanto già avviene oggi, ma aumentando l’attuale superficie a disposizione. Dalla piazza si dirama un tessuto connettivo che collega tutti gli spazi di eccellenza Il ruolo dei percorsi, insieme al nuovo disegno degli spazi aperti e del verde, aumenta la capacità polarizzante della grande piazza centrale, facilitando la fruizione dello spazio pedonale e la vivibilità complessiva dell’area. In particolare, il sistema dei percorsi connette nuovi spazi riqualificati come la corte est della biblioteca e l’istallazione di un piccolo fabbricato polifunzionale collocato all’interno del chiostro di S.Francesco capace di svolgere le diverse funzioni di bar, sala mostre e spettacoli teatrali. Uno spazio filtro caratterizzato dalla presenza di aree verdi e spazi pavimentati occupa l’intera Piazza Fabbri ed una porzione di Piazza Bufalini. Questo sistema, attraverso una composizione a scacchiera che reinterpreta l’araldica malatestiana, integra i servizi esistenti a spazi verdi e aree ricreative. Questo patchwork che alterna al verde piccoli spazi pavimentati, vasche d’acqua ed elementi ombreggianti, favorisce e rafforza le fruizioni dello spazio pubblico, come il dialogo, l’incontro ed il gioco. In generale il linguaggio compositivo utilizzato è capace di confrontarsi con i monumenti e le emergenze architettoniche dello spazio storico senza rinunciare ad un carattere contemporaneo. In generale il sistema dello spazio pubblico rafforza e migliora il sistema delle connessioni pedonali, sia attraverso la riqualificazione delle vie Masini e Montalti, che la connessione con le piazze ed il sistema del verde, soluzioni che favoriscono l’insediamento di nuove attività commerciali anche in luoghi che ad oggi presentano una limitata fruibilità. Il sistema delle piazze e dei percorsi si estende anche a spazi limitrofi quali i percorsi posti nel perimetro della biblioteca, la sua corte interna e lo spazio prospicente l’abside della Chiesa di S.Francesco, con l’obbiettivo di valorizzare le preesistenze monumentali ed ampliare le connessione tra gli spazi pubblici. La circolazione veicolare resta di fatto invariata, garantendo l’accesso sia degli automezzi pubblici che di quelli privati ai singoli accessi. Il progetto prevede nuovi punti di sosta lungo via Montanti e nel suo proseguimento carrabile verso Piazza Fabbri, sia per il carico e scarico delle merci che per i disabili. Spazi per la collocazione di biciclette possono essere ricavati nel sistema a scacchiera che alterna piccole piazze pavimentate a spazi verdi. L’attuale dislivello tra le Piazze Almerici e Bufalini viene eliminato, inserendo una limitata differenza di quota nella porzione di piazza che collega Via Montalti a Via Masini, in modo da consentire l’attraversamento della piazza e l’accesso carrabile ai parcheggi privati. Il sistema del verde è stato interamente riprogettato in modo da favorire la percezione della biblioteca, inserendo alberature solo in corrispondenza di luoghi di sosta che non interferiscono con gli assi visivi principali. L’arredo urbano è stato riprogettato prendendo a riferimento elementi della cultura storica cesene come l’araldica malatestiana e soprattutto la presenza della grande Biblioteca. Gli elementi di arredo presentano testi e scritti estratti dai 340 codici tesoro della biblioteca. Questa forte caratterizzazione consente la loro diffusione in ampie parti del centro storico rafforzando quella forte identità che vede Cesena “la città del libro”.

Criteri progettuali

La piazza centrale

A differenza di quanto rilevato nella conformazione attuale, nel progetto Piazza Almerici e Piazza Bufalini sono considerate un insieme morfologicamente unitario, che ingloba il tratto più centrale che collega Via Masini a Via Boccaquattro, la cui conformazione è mirata al controllo dell’uso veicolare a velocità ridotta limitato ai residenti. La ridefinizione delle piazze, mediante la progettazione integrata dei diversi ambiti, comprende spazi pavimentati e verdi. Il sistema di riquadratura delle pavimentazioni, che si estende tanto alla parte propriamente pavimentata che all’area verde, consente una migliore definizione degli spazi e delle aree a disposizione, contribuendo a definirne le specificità e la caratterizzazione morfologica e funzionale dell’insieme. Il sistema reinterpreta l’araldica malatestiana riproducendo il disegno astratto di una scacchiera la cui prospettiva dirige lo sguardo verso il fronte della biblioteca. Per lo stesso principio, la pavimentazione presenta testi intarsiati che richiamano citazioni provenienti dai 340 codici custoditi nella biblioteca con l’intento di conferire al progetto una forte identità direttamente connessa all’importanza storico-culturale della Malatestiana. Le piazze sono mantenute prevalentemente libere, preservandone l’utilizzabilità per le manifestazioni fieristiche e altre attività complementari; le attrezzature e gli arredi fissi sono disposti in posizioni perimetrali e comprendono sedute, fontane e specchi d’acqua. il sistema del verde che si estende da Piazza Fabbri fino al fronte della biblioteca è permeabile alla vista, e segna il limite occidentale della grande piazza centrale, ospitando spazi di sosta protetti e strutture ricreative.

Il sistema del verde

Il sistema del verde si estende da Piazza Fabbri fino al fronte della biblioteca comprendendo un tratto di Piazza Bufalini. la sua morfologia viene generata in base allo stesso principio compositivo utilizzato nella grande piazze, creando una maggiore integrazione nella sistemazione complessiva dell’area, attraverso settori pavimentati in relazione con la piazza e attrezzature, conferendo continuità morfologica e fruitiva agli spazi. L‘insieme delle aree verdi e pavimentate può essere attrezzato con servizi e giochi bimbi. La sistemazione dell’area verde che riprende le riquadrature irregolari della piazza consente da un lato di dare continuità al sistema spazi verdi e pavimentati, dall’altro di avere a disposizione riquadrature definite, variamente coltivabili ed attrezzabili. Alcune di queste riquadrature sono ribassate e presentano acqua a sfioro e zampilli, sono attraversabili pedonalmente e collegabili ad un sistema di laminazione e riciclo dell’acqua piovana. Il sistema delle riquadrature verdi consente diverse opzioni, attuabili anche in periodi successivi: possono essere semplicemente attrezzate a prato, con alberature, come proposto in progetto, oppure essere dedicate a coltivazioni specifiche, aiuole e/o orti botanici didattici.

Il chiostro di S.Francesco

Il chiostro si presenta ad oggi come uno spazio di elevata qualità architettonica a servizio della biblioteca dei ragazzi e dell’archivio di stato, ma la sua più forte caratterizzazione emerge nei mesi estivi dove tramite strutture temporanee viene utilizzato come area per eventi e spettacoli teatrali. Il progetto prevede la possibilità di aumentare la fruibilità di questo spazio che si presenta come uno dei più qualitativi della città. La soluzione adottata prevede la realizzazione di un fabbricato di modeste dimensioni, costruito con strutture leggere ed apie superfici vetrate, in modo da limitare la sua percezione nel rispetto della qualità architettonica dell’intorno costruito. Il fabbricato ha una natura polifunzionale ed in relazione alle specifiche esigenze può fornire servizi che favoriscono la ricettività dell’area. Tramite l’impiego di elementi scorrevoli presenti al suo interno può trasformarsi in poco tempo in sala mostre, bar o palco per spettacoli teatrali. Quest’ultima funzione sostituisce le strutture precarie istallate durante i mesi estivi. Nell’area verde è stato inserito un sistema di sedute in pietra che può essere integrato con arredi mobili durante gli eventi maggiore rilievo.

L’arredo urbano ed il sistema di illuminazione

il sistema di arredo riprende le linee direttrici che definiscono la composizione generale del progetto architettonico. I testi presenti nella pavimentazione lapidea si estrudono formando parallelepipedi di pietra con la funzione di sedute: tramite successive integrazioni la stessa morfologie può svolgere la funzione di fioriera o vasca d’acqua. Dal sistema dei riquadri vengono generate strutture ombreggianti che possono integrare diverse funzioni come la fermata dell’autobus o l’elemento di schermatura del deposito rifiuti. La loro morfologia reinterpreta quella di un libro aperto e sulla loro superficie metallica sono intarsiati i testi provenienti da volumi antichi. Lo stesso principio viene applicato alle sedute singole che come le pagine di un libro distribuite dal vento si collocano in maniera diffusa in tutta la piazza. L’illuminazione pubblica principale avviene tramite l’istallazione di proiettori posti negli edifici che definiscono il perimetro dell’area di progetto: il medesimo sistema utilizzato in Piazza del Popolo. Verranno utilizzato anche corpi illuminanti disposti a pavimento utili per generare atmosfere luminose. L’illuminazione a palo è limitata esclusivamente al sistema del verde e per garantire la diffusione del corpo illuminate in altri spazi della città il progetto prevede la possibilità di una sua integrazione in altezza e rispettivamente: 3.6m (1 proiettore), 4.8m (2 proiettori), 3.6m (3 proiettori).

Materiali e criteri di sostenibilità ambientale

Il progetto prevede l’impiego di pietra alberese, un’arenaria estratta nelle cave situate nel comune di Sarsina, distante 30 chilometri dal sito d’intervento. L’impiego dell’alberese limita i consumi energetici dei trasporti, rispettando la cultura costruttiva locale che caratterizza sia l’appeno tosco-emiliano che le aree di pianura situate alle sue pendici. Nel progetto la pietra alberese viene utilizzata in maniera diffusa, sia per le sue ottime qualità di resistenza alle intemperie che per il basso costo, soprattutto in relazione alla vicinanza del bacino estrattivo. La pietra alberese viene utilizzata per la realizzazione di pavimentazioni, sedute e vasche d’acqua, garantendo un’immagine generale di elevata qualità architettonica dello spazio progettato. L’impiego della pietra viene integrata con l’uso dell’acciaio, che si presenta negli intarsi posti pavimentazioni, nelle strutture ombreggianti ed in alcune tipologie di seduta. Vengono utilizzate leghe metalliche che non necessitano di manutenzione, garantendo l’ossidazione superficiale senza compromettere la resistenza meccanica del materiale. Sia la pietra che l’acciaio ossidato non necessitano di manutenzione, garantendo la sostenibilità economica del progetto anche a lungo termine. Per la gestione degli spazi verdi ed il funzionamento delle fontane saranno impiegati sistemi per la raccolta dell’acqua piovana e vasche di laminazione che favoriscono dal punto di vista ambientale la natura idrogeologica dell’area. L’acqua viene impiegata in maniera diffusa in modo da favore la fruizione degli spazi pubblici anche durante i mesi estivi. L’evaporazione favorisce il benessere termo-igrometrico raffrescando naturalmente gli spazi interessati, anche tramite la presenza di strutture ombreggianti ed alberature.

Concorso per la sistemazione e valorizzazione delle piazze almerici, bufalini e fabbri

Year
2012

Locality
Italy – cesena

Design team
Piraccini + Potente architettura

CHIEF ARCHITECTS

Stefano Piraccini
Margherita Potente

Awards

terzo classificato

TAGS

Download