CAMERA OBSCURA

Nel cuore di un piccolo bosco sulle colline di Meldola, il progetto Camera Obscura si inserisce con discrezione, quasi mimetizzandosi tra gli alberi e la vegetazione. Questa casa per vacanze reinterpreta in chiave architettonica il principio ottico della camera oscura, trasformando le finestre in dispositivi capaci di catturare e restituire il paesaggio circostante come fossero fotografie. L’edificio, rivestito in legno bruciato secondo la tradizione giapponese shou sugi ban, dialoga con il contesto naturale attraverso un linguaggio essenziale e raffinato, dove materia e luce diventano protagonisti. Il nome stesso del progetto non è casuale: ispirandosi alle macchine fotografiche primitive, le aperture non sono semplici vani, ma veri e propri obiettivi che inquadrano porzioni di paesaggio, selezionando e incorniciando vedute come fossero scatti fotografici. L’interno della casa diventa così una camera di proiezione, e il paesaggio entra nello spazio domestico in modo sempre diverso, a seconda delle ore del giorno e delle stagioni, trasformando l’architettura in un dispositivo percettivo.La scelta del legno bruciato non è solo un riferimento estetico, ma un gesto profondamente radicato nella cultura giapponese, dove questa tecnica conferisce al materiale resistenza agli agenti atmosferici e una texture unica. Il rivestimento nero e carbonizzato crea un contrasto potente con il verde del bosco, accentuando la presenza dell’architettura senza alterarne l’armonia con il contesto. La superficie rugosa e irregolare cattura la luce in modo non uniforme, generando giochi di ombre che mutano con il passare del tempo, mentre l’uso di volumi semplici e puri, come il compound simplex box citato nel documento, sottolinea l’essenzialità del progetto, riducendo l’architettura alla sua forma più elementare. L’organizzazione degli spazi interni è pensata per enfatizzare il rapporto con il paesaggio: le aperture strategiche guidano lo sguardo verso punti precisi del bosco, creando una sequenza di “fotografie” architettoniche. Il percorso all’interno della casa diventa così un’esperienza visiva, dove ogni stanza offre una nuova prospettiva sul contesto naturale. Camera Obscura riflette sulla capacità dell’architettura di catturare e reinterpretare il paesaggio, trasformandosi in un dispositivo sensibile alle variazioni della luce e delle stagioni. Attraverso un linguaggio minimalista e un attento uso dei materiali, il progetto offre un’esperienza abitativa unica, inserendosi nella tradizione dell’architettura sostenibile, dove il dialogo con il contesto naturale diventa parte integrante della composizione. Come scriveva Louis Kahn, “la luce è la madre dell’architettura”: qui, la luce è anche la materia prima con cui si costruisce lo spazio. Sotto l’aspetto costruttivo, L’edificio ha una struttura in legno proveniente da foreste certificate, è progettato secondo standard NZEB (Nearly Zero Energy Building), integrando soluzioni passive per minimizzare il consumo energetico. L’involucro ad alte prestazioni elimina le emissioni grazie all’assenza di combustibili fossili, utilizzando materiali naturali e minerali. Un sistema di ventilazione meccanica controllata garantisce il ricambio d’aria con recupero di calore, ottimizzando comfort e efficienza. La progettazione unisce sostenibilità e identità locale, trasformando aspetti culturali in soluzioni spaziali e formali. L’obiettivo è normalizzare un’architettura rispettosa dell’ambiente e delle persone, dove sostenibilità non sia eccezione, ma pratica quotidiana.

RESIDENZA UNIFAMILIARE CON STRUTTURA IN LEGNO

IN CORSO

Year
2024

Locality
Italy – MELDOLA (FC)

Design team
Piraccini + Potente architettura

CHIEF ARCHITECTS

Stefano Piraccini
Margherita Potente

Project TEAM

Amedeo Palagano
Gianluca Bertoli

Teresa Cancellari
Beatrice Enti
Marco Marchetti

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