Kasa-Obake

Nel progettare una casa, come ogni architettura del resto, non si può fare ameno di attingere dalla lettura del territorio e delle tipologie che lo caratterizzano. La casa colonica cesenate-riminese è quella che caratterizza l’ambito rurale di riferimento, dove dovrà essere realizzato il nuovo edificio. Tale tipologia si è progressivamente evoluta per meglio adattarsi alle condizioni climatiche, massimizzando la captazione dell’irraggiamento solare, riducendo le dispersioni energetiche attraverso l’esposizione delle aperture e collocando le stalle al di sotto delle camere da letto (sfruttando così il calore corporeo prodotto dagli animali).

Gli esempi che si riscontrano nel territorio risalgono di primi dell’’800 sino alla prima metà del ‘900. Negli anni ’50 del 1900, nel passaggio dalla vocazione agricola del territorio ad una economia più industrializzata, per ragioni funzionali al nuovo stile di vita, il grande portico che caratterizza il lato sud viene trasformato in un terrazzo, e gli abitanti della casa non sono solo agricoltori ma anche operai, impiegati, professionisti, ecc. L’aspetto morfologico che assume la tipologia in questo suo ultimo stadio, il più moderno potremmo dire, è quello di un prisma (zona notte) collocato su di un parallelepipedo (zona giorno).


Con il progetto Kasa-obake vogliamo innestarci nel processo di evoluzione morfologica partendo da questo ultimo stadio della tipologia tradizionale. Tuttavia, non vogliamo limitarci ai soli aspetti legati al territorio rurale ma, in riferimento ad una società globalizzata e cosmopolita come quella contemporanea, estremamente fluidità, vogliamo attingere a linguaggi dell’arte e dell’architettura contemporanea che fanno ormai parte della nostra cultura.

Pertanto, il progetto prende riferimenti alla cultura giapponese, quella cultura che a cavallo tra ‘800 e ‘900 ha influito numerose correnti espressive ed artistiche (giapponesismo) che hanno contribuito il nascere dell’arte contemporanea in Europa. Nel folklore nipponico, l’obake è una tipologia di creatura sovrannaturale che prende vita facendo mutare la forma delle cose. Così capita che ad un ombrello di carta di riso, malconcio ed in disuso, al comparire del chiaro di luna, trasformi il suo manico in un piede, spuntino due braccia, un solo occhio, ed una bocca che come gesto di scherno, mostri sembra una lunga lingua penzolante: Il kasa-obake, appunto. Alla stessa maniera, le case rurali che caratterizzano il territorio diventano per noi vecchi oggetti capaci di riprendere vita attraverso una loro trasformazione: al fine di generare il nuovo rispettando il processo evolutivo del vecchio.

Al fine di rileggere la scomposizione volumetrica dell’ultima evoluzione tipologica della casa cesenate-riminese, quella con portico trasformato in terrazzo, il nuovo edificio è composto dalla medesima sovrapposizione di due volumi: il piano terra è costituito da un parallelepipedo, mentre il piano primo da un volume prismatico. Mentre il primo ricorda il corrispettivo volume al piano terra della tipologia di riferimento, il secondo richiama quello posto al piano primo.
Un ampio cornicione descrive il perimetro del piano terra al fine di generare uno spazio riparato ed introspettivo. Tale percezione è amplificata dalla presenza di frangisole scorrevoli in legno, capaci di regolare, oltre all’introspezione, l’ingresso della radiazione solare tra inverno ed estate, al fine di incrementare l’efficienza energetica dell’edificio ed il suo rapporto simbiotico con il contesto naturale.

La copertura del piano terra è a giardino pensile. Sotto l’aspetto compositivo questa soluzione consente una forte mitigazione dell’edificio rispetto il contesto, e, insieme all’utilizzo di pati verdi, genera una forte interazione tra spazio costruito e spazio vegetale.
La copertura verde consente, inoltre, vantaggi significati dal punto di vista energetico e bioclimatico: aumenta le prestazioni di sfasamento termico dell’edificio in regime estivo e la trasmittanza in regime invernale, consente di equilibrare il livello di umidità e regola la laminazione delle acque meteoriche.
Sul tetto giardino poggia il piano secondo, che presenta la forma prismatica riconoscibile nelle tipologie tradizionali e negli archetipi tipologici in generale. Tale volume poggia, di fatto, su un tappeto verde che, senza soluzione di continuità, fonde il verde del paesaggio con quello della copertura.

L’edificio avrà una struttura interamente in legno, saranno utilizzati isolanti di derivazione minerale o biologica e sarà dotato di un impianto di climatizzazione estiva ed invernale con ventilazione meccanica controllata e scambiatore di calore. L’aria all’interno sarà continuamente ricambiata e filtrata da inquinanti indoor ed outdoor (polveri sottili, pollini, radon e formaldeide). Il progetto prevede il raggiungimento dello standard NZEB (edifici ad energia quasi zero) e verrà progettato con strategia atte a ottimizzare il comfort e la salubrità indoor.


RESIDENZA BIFAMILIARE CON STRUTTURA A SETTI PORTANTI IN LEGNO (CLT)
NON REALIZZATO
Year
2021
Locality
Italy – cesena
Design team
Piraccini + Potente architettura
Margherita Potente
Beatrice Enti
Teresa Cancellari
Emanuele Loroni
Marco Marchetti
